Ecobonus 110%: cos’è l’involucro opaco?

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L’involucro edilizio opaco si è lentamente evoluto da quel semplice elemento barriera che aveva il compito di separare l’ambiente interno da sbalzi di temperatura esterni in qualcosa di molto più complesso:
oggi si presenta come articolato sistema di controllo e selezione dei flussi di materia, energia ed informazione che investono l’edificio.
Al paramento murario vengono chieste prestazioni oltre al comfort termico e idrometrico degli spazi confinati e deve garantire anche il contenimento dei consumi energetici nonché il recupero e la produzione dell’energia stessa.

I requisiti dell’involucro opaco



In questa prospettiva i requisiti prestazionali richiesti dall’involucro opaco si configurano principalmente di triplice natura:

1) quelli di tipo ambientale che attengono al mantenimento della temperatura dell’aria negli spazi abitativi durante le stagioni di esercizio degli impianti di riscaldamento (entro i limiti di legge di 20° – 22° C), con particolare attenzione alle prestazioni termiche dell’involucro edilizio in regime termico variabile nei mesi invernali.

L’attenzione del progettista (in tale fase) si deve sempre porre nell’esame delle situazioni e dei periodi in cui il riscaldamento è saltuario e discontinuo, con particolari diminuzioni durante la fase notturna, ma anche e soprattutto – nella nostra fascia climatica Mediterranea – al mantenimento delle condizioni di comfort termico negli ambienti interni nel periodo estivo.

2) i requisiti prestazionali di tipo tecnologico che attengono al controllo dei fenomeni di condensa superficiale e interstiziale.
Questo elemento opaco deve consentire il perfetto bilanciamento dei tre principali fattori: temperatura – umidità – ventilazione opportunamente combinati tra loro, della resistenza e inerzia termica e questo meramente ai fini del risparmio energetico e del comfort ambientale interno.

3) Ultimo passaggio è riservato ai requisiti di tipo energetico che attengono alla produzione attiva e passiva di energia per realizzare una funzione stabilizzatrice della temperatura attraverso l’involucro opaco.

A nostro avviso va data particolare importanza a due caratteristiche prevalenti:
una bassa conducibilità termica e in altre parole un buon potere isolante, e ad un’elevata capacità termico massica.
Ovvero la possibilità di immagazzinare molto calore da cedere agli ambienti interni durante la notte.



Questo significa un lavoro attento di progettazione della massa termica o inerzia termica dell’involucro opaco in particolare attraverso l’utilizzo di pannelli coibenti in Fibra di Legno Thermo Dry Cappotto, che consiste nel ottimizzazione della capacità di un materiale di opporsi al passaggio del flusso di calore e di accumularne una parte mantenendo, nello stesso tempo, una temperatura dell’ambiente interno omogenea, costante e confortevole, nonostante temperature esterne molto variabili.

Per fare questo si usano di materiali ad alta ad alta inerzia termica come i laterizi porizzati accoppiati al nostro Thermo Dry.

Tecnologia e innovazione naturale


In quest’ottica il tema dell’Innovazione tecnologica dell’involucro opaco assume un suo aspetto teorico e una serie di riflessi operativi che riguardano innanzitutto la definizione e la riformulazione del significato stesso del termine “involucro opaco” e delle differenti tipologie di innovazione, e inoltre riguardano la modalità con quali l’innovazione si è espressa attraverso l’impiego dei diversi materiali.
Dal punto di vista delle tecniche costruttive, l’impiego di materiai isolanti naturali a marchio CAM e biosostenibili cfr. Thermo Dry (ad alta efficienza energetica) modifica l’attuale approccio che vede il settore delle costruzioni come il massimo responsabile dei consumi di combustibili fossili

Lavorazione e consumo del cemento


Sappiamo, da sempre, che l’edilizia è un settore che genera uno sconsiderato quantitativo di rifiuti non riutilizzabili e un grande produttore di inquinamento atmosferico.
Con l’introduzione e la diffusione della fibra di legno Thermo Dry si sposta l’obiettivo verso una innovazione tecnologica in termini di sostenibilità ambientale e sviluppo evolutivo che permettono di sperimentare sull’involucro edilizio operando su nuove risorse fisiche e ottimizzando le prestazioni dei materiali migliorando lì con altri, le performances in termini di attenuazione della ampiezza delle variazioni della temperatura superficiale interna rispetto a quella ambientale esterna.

A tale fenomeno si aggiunge lo spostamento verso una semplificazione delle tecnologie costruttive che da quelle tipiche umide (eseguite in cantiere) passano sempre più spesso a quelle realizzate a secco per grossa parte e fuori opera in officina.