Vecchie architetture, grandi malanni e povertà energetica

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In Italia, infatti, circa il 60% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1970, quindi in assenza di specifiche regolamentazioni riguardanti l’efficienza energetica, mentre solo il 10% (circa) è stato costruito nell’ultimo ventennio.

Gli edifici, nella maggior parte dei casi, presentano anche forti carenze dal punto di vista delle prestazioni strutturali. Si osservano zone di distacco del ricoprimento e corrosione delle armature per precedente carbonatazione del calcestruzzo, soprattutto nei prospetti delle solette dei balconi, nei cantonali e negli aggetti dei cornicioni.
La condizione attuale comporta, oltre che ad una mancanza di decoro urbano, un accorciamento del ciclo di vita del manufatto edilizio, il quale non porta a compimento le aspettative attese al momento della sua costruzione.

centro storico di Sutera CL

Tutto ciò rende necessario interventi di riqualificazione che, oltre a riparare e ripristinare l’edifcio, apportino modifiche talvolta progettuali talvolta tecnologiche finalizzate a proteggere la struttura dagli agenti atmosferici quelle parti che avevano subito danni strutturali. Non ultimo per importanza il fine di ottimizzare le prestazioni per il controllo climatico energetico in generale.


Gran parte delle famiglie a basso reddito risiede in abitazioni di scarsa qualità, in affitto, per cui non ha la possibilità di intervenire direttamente sull’efficienza di involucro o impianti. Inoltre soffrono a causa di un basso reddito e di un accesso al credito molto limitato, che costituisce una forte barriera nel contrasto alla povertà energetica.

Le politiche di finanziamento dell’efficienza energetica sono spesso inaccessibili per famiglie con una scarsa o nulla disponibilità economica: l’Ecobonus e il Conto termico prevedono, infatti, un esborso iniziale da parte del proprietario, coperto solo parzialmente dai sussidi.




È stato stimato che in Italia, in un anno, una famiglia consumi circa 1.400 mc di gas naturale e 2700 kWh di elettricità per i fabbisogni energetici della propria abitazione.Questi consumi equivalgono a circa 2,2 tep cui corrisponde un’emissione di gas serra in atmosfera di circa 6 tonnellate di CO2, una spesa intorno ai 3.000 € l’anno (1.300 €/tep), pari al 10% circa del reddito familiare medio, con oscillazioni annue generalmente inferiori al 5%.

prospetto dei consumi italiani medi


Nel 2018, in particolare, la spesa energetica della famiglia tipo è salita a 3.181 Euro.
Si rende quindi necessario un piano di interventi pubblici, che favorisca la riqualificazione degli edifici abitati da utenti vulnerabili e pare che a questo punto le nuove proposte di legge (post COVID) si stiano muovendo un poco in questa direzione.


Gli elevati costi, per il sistema paese, potrebbero essere compensati da una successiva riduzione della spesa pubblica legata ad un miglioramento della salute dei consumatori vulnerabili, quindi una minore necessità di cure mediche e del peso sul Sistema Sanitario Nazionale, specialmente se venissero impiegati materiali naturali e in fibra di legno come il nostro Thermo Dry .

pannello isolante Thermo Dry di Pafile



Un miglioramento dell’efficienza porterebbe anche ad una riduzione delle spese domestiche, con impatto sulla morosità nel pagamento delle bollette.